lunedì 4 dicembre 2023

Cultura neanderthaliana

 I Neanderthal furono (probabilmente) i primi ominini capaci di accendere il fuoco a piacimento e a volontà 71.000–93.000 anni fa circa. L'uomo ha avuto sempre una relazione piuttosto intima con il fuoco, con quest'ultimo che ha giocato un ruolo fondamentale nella cottura dei cibi, nel tenere lontani possibili predatori e nello sviluppo della socialità. Insomma, sappiamo che questo elemento è stato "domato" dall'uomo ed era già conosciuto da alcune australopitecine (come 𝘼𝙪𝙨𝙩𝙧𝙖𝙡𝙤𝙥𝙞𝙩𝙝𝙚𝙘𝙪𝙨 𝙖𝙛𝙧𝙞𝙘𝙖𝙣𝙪𝙨), ma non si è mai riusciti a capire quando l'uomo abbia incominciato a capire come replicare questo elemento, senza bisogno di tenerlo acceso o senza approfittare di qualche pericoloso fulmine caduto nei pressi di un insediamento. O senza scatenare grossi incendi.

Come suggerisce questa ricerca, 𝙃𝙤𝙢𝙤 𝙣𝙚𝙖𝙣𝙙𝙚𝙧𝙩𝙝𝙖𝙡𝙚𝙣𝙨𝙞𝙨 parrebbe essere stata la prima specie di ominino capace di accendere il fuoco a piacimento. Ci troviamo nella penisola Iberica, per la precisione nella Gruta da Oliveira, e la prima cosa che affermano i ricercatori è che gli umani del luogo fossero in grado di accendere il fuoco in modo coerente e regolare, e ciò è stato possibile capirlo anche grazie alle ossa di animali carbonizzati e dagli strumenti in pietra rinvenuti nei pressi di focolari nella profondità della grotta.
E' una scoperta interessante ed anche un po' inaspettata perché gli ominini, in generale, potevano replicare il fuoco senza avere nessun controllo su di esso, provocando incendi violenti per poi utilizzarlo per i propri scopi. Il Neanderthal era capace già di utilizzare il fuoco per modificare a piacimento l'ambiente (ne ho parlato in un post apposito che troverete nei commenti), ma queste tracce mostrano come fosse a conoscenza di particolari tecniche capaci di riprodurlo e di controllarlo, senza scatenare grossi incendi incontrollabili. E' ciò che suggeriscono le ceneri accumulate in modo omogeneo e coerente nelle sequenze stratigrafiche.
Quindi, è possibile che il Neanderthal abbia ereditato questa pratica dai loro antichi antenati (quindi, questa pratica è retrodatabile a circa 400.000 anni)? Oppure, è stata appresa indipendentemente e in tempi più recenti? 𝙃𝙤𝙢𝙤 𝙨𝙖𝙥𝙞𝙚𝙣𝙨 l'ha appresa dal Neanderthal, oppure si tratta dell'ennesima convergenza evolutivo-comportamentale tra le due specie? Al momento non ci è dato sapere se l'utilizzo regolare del fuoco fosse una pratica comune anche in tempi più antichi, ma i ricercatori non nascondono che l'uomo possa essere stato in grado di controllare e di domare il fuoco in modo regolare già a partire dall' 𝙃𝙤𝙢𝙤 𝙚𝙧𝙚𝙘𝙩𝙪𝙨. Ciò infatti è (parzialmente) suggerito dai ritrovamenti della grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, che suggeriscono l'uso del fuoco già 1 milione di anni fa circa, mentre un'altra prova proviene da Gesher Benot Yaakov, Israele, nel quale vennero trovati legno, semi bruciati e strumenti in selce datati 800.000 anni circa. E' anche vero che alcuni reperti, come quelli rinvenuti nella grotta di Zhoukoudian in Cina, indicano che 𝙃. 𝙚𝙧𝙚𝙘𝙩𝙪𝙨 non avesse un gran controllo del fuoco.
Insomma, al momento capire quando sia comparsa effettivamente questa pratica è molto difficile ma, al momento, i dati associati ai reperti iberici indicano il Neanderthal come il più antico ominino capace di controllare il fuoco e di replicarlo a piacimento già 300.000-200.000 anni fa. Anche alcuni reperti rinvenuti a Cueva Antón e La Boja, sempre in Spagna, indicano che questa specie avesse il pieno controllo della tecnologia per produrre e utilizzare il fuoco.

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Neanderthal cacciatori di leoni delle caverne ( sia per scopi alimentari che culturali)
Che l'uomo cacciasse indistintamente carnivori ed erbivori, sia a scopi alimentari che culturali, è un dato di fatto. Infatti, sono molte le tracce fossili ed archeologiche a testimonianza di ciò. In questo caso, però, della relazione tra "leoni" ed umani si sapeva bene poco, o meglio la relazione uomo-leone era conosciuta perlopiù per la loro competizione interspecifica e si sapeva qualcosa su questi felidi (e di questa relazione) solo attraverso alcune pitture rupestri.
Grazie a questo recente studio, è stato scoperto un accumulo intenzionale di ossa fossili dovuto ad una caccia del Neanderthal nei confronti di questi felidi. Infatti, sono state rinvenute in Germania (Siegsdorf) lesioni di caccia su alcune ossa di leone delle caverne antiche 48.000 anni circa. Si tratta di una foratura parziale ad una costola originatasi dal contatto con una lancia di legno che provocò, con molta probabilità, la morte dell'individuo. Si tratta del primo caso (documentato) di una diretta uccisione di questo felide da parte di un ominino.
Inoltre, non risulta essere il solo ed unico caso di uccisione diretta. Infatti, sono state rinvenute falangi distali di un leone risalenti ad almeno 190.000 anni fa e provenienti sempre dalla Germania (Einhornhöhle) che rappresentano, invece, il primo caso di utilizzo di pelle e pelliccia da parte del Neanderthal in Europa centrale.
Entriamo leggermente nel dettaglio
Prove del genere nel record fossile ed archeologico sono davvero rare, ma questi reperti ci forniscono un sacco di informazioni, soprattutto sugli "usi e costumi" del Neanderthal. Cacciavano attivamente questi felidi e ciò non può che suggerirci che la dieta del Neanderthal fosse davvero variegata, composta sia da vegetali e pasti cotti a base di legumi che da carne di qualsivoglia animale disponibile nel territorio circostante.
È importante a livello archeologico sottolineare come le lance in legno, con la punta in pietra, fossero degli strumenti molto diffusi all'interno delle comunità neanderthaliane. Per quanto riguarda il leone di Siegsdorf, esso venne processato sul luogo dell'uccisione e con molta probabilità si trattò di un leone malato, acciaccato, o comunque in cattive condizioni che permise ai neanderthaliani locali di procurarsi carne con una certa "semplicità" (un comportamento comune nei predatori).
Fin qui nulla di eccezionale, il Neanderthal cacciava per procurarsi la carne come faceva (e fa) qualsiasi altro predatore, ma l'altro dato molto importante è lo sfruttamento di componenti tegumentarie di queste prede, come la pelle e la pelliccia. Infatti, ciò indica che gli ominini fossero in grado già 190.000 anni fa circa di sfruttare queste componenti per diverse esigenze, sia per protezione al freddo, o come indumento da sfoggiare. Insomma, sono due ipotesi da non sottovalutare, soprattutto quella dell'esibizione socio-culturale.
Indipendentemente dallo sfruttamento della pelliccia, il leone delle caverne dimostrò di essere un animale fondamentale per l'economia del Neanderthal, come lo saranno successivamente tantissimi altri animali per la nostra specie.

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