lunedì 4 dicembre 2023

𝙃𝙀𝙒𝙀 𝙨𝙖π™₯π™žπ™šπ™£π™¨ e le sue migrazioni

 Out of Africa: nuovi corridoi tra Yemen e Iran

Con il termine "Out of Africa" abbimo sempre indicato quel fenomeno di dispersione e di diffusione delle specie umane (e non solo!) fuori dal continente africano, e di conseguenza l'unica pista percorribile Γ¨ stata quella che si trova a nord est dell'Egitto.
In realtΓ , grazie ai ritrovamenti fossili ed anche alla genetica, abbiamo capito che da quel pezzo di terra c'Γ¨ stato un via vai continuo di popolazioni umane, ma ciΓ² che emerge da un nuovo studio Γ¨ che, circa 84.000 anni fa, la nostra specie utilizzΓ² un particolare "corridoio" collato tra l'Etiopia e lo Yemen per raggiungere l'Eurasia. Oltrepassando il Mar Rosso, naturalmente!
Sarebbero esistiti, quindi due differenti corridoi che hanno permesso la diffusione della nostra specie. Il primo Γ¨ quello "a Nord", quello "classico" e lussureggiante ricco di corsi d'acqua mentre, il secondo corridoio, sarebbe stato quello piΓΉ ostico (ma non impossibile) in quanto caratterizzato da savane e praterie durante l'utima interglaciale.
I dati paleoidrologici indicano che l'Arabia e il Levante hanno svolto un ruolo importante per la dispersione degli ominini, in quanto erano al tempo zone caratterizzate da una grande quantitΓ  di bacini e di risorse idriche, soprattutto grazie all'aumento delle precipitazioni. Questa situazione ha permesso, quindi, ad un gran numero di specie (erbivori, carnivori, umani) di espandersi e di sopravvivere fuori dal'Africa attraverso questo "nuovo" corridoio.
L'attivitΓ  umana Γ¨ stata alimentata proprio dalla presenza di acqua, anche perchΓ© Γ¨ emerso che le dispersioni fuori dall'Africa avvennero durante periodi nei quali aumentavano l'umiditΓ  e la quantitΓ  d'acqua dolce disponibile. Questo lo sappiamo grazie ai reperti litici rinvenuti in Arabia ed associati a paleolaghi e a depositi di "zone umide".
C'Γ¨ anche considerare il fatto che non necessariamente i passaggi avvenuti attraverso questo nuovo corridoio siano stati dei successi, in quanto Γ¨ possibile che molte popolazioni non riuscirono ad oltrepassarlo, mentre altre ebbero fortuna e riuscirono a raggiungere certi luoghi dell'Arabia, al contrario del passaggio a nord est, dalla Penisola del Sinai per intenderci, che risultΓ² essere un passaggio attivo e consolidato per il passaggio in generale di grandi vertebrati.
I collegamenti tra dati climatici, cronologici e archeologici del Levante e dell’Arabia indicano che il Levante era un corridoio molto "verde" e ricco di acqua, e ciΓ² ha permesso la dispersione umana.
A tal proposito, verso Marzo Γ¨ stata pubblicata una ricerca a riguardo.
Ormai conosciamo benissimo alcuni aspetti che riguardano la nostra evoluzione e quella di altri ominini, ma quello che rimane difficile da studiare, il piΓΉ delle volte, Γ¨ la dispersione delle varie popolazioni nel corso del tempo (e dello spazio), questo perchΓ© non tutti i dati ambientali si fossilizzano, quindi alcune volte non possiamo far altro che ipotizzare come e dove una data popolazione si Γ¨ spostata nel corso del tempo.
Quella piΓΉ intrigante, perchΓ© un po' ci riguarda, Γ¨ l'espansione delle popolazioni 𝙃𝙀𝙒𝙀 𝙨𝙖π™₯π™žπ™šπ™£π™¨ fuori dall'Africa verso l'Asia, e in questo caso potrebbe aver svolto un ruolo importante la regione dell'attuale Iran (questo vale anche per 𝙃𝙀𝙒𝙀 π™£π™šπ™–π™£π™™π™šπ™§π™©π™π™–π™‘π™šπ™£π™¨π™žπ™¨).
I dati raccolti in questa ricerca del 2023 (che trovate nei commenti) indicano che i periodi umidi avrebbero facilitato l'espansione di popolazioni umane nell'Asia occidentale durante il Pleistocene superiore. Non Γ¨ una novitΓ  in quanto questo Γ¨ un concetto piΓΉ che assodato, ma fino ad ora non Γ¨ mai stato creato un modello 'paleoidrologico' spaziale completo ad alta risoluzione, per quanto riguarda l'Iran (settentrionale). In sostanza, Γ¨ stata valutata la disponibilitΓ  d'acqua e la relativa influenza sulle dispersioni delle popolazioni umane verso est in Asia.
Cosa indicano le analisi:
-Nel MIS 5 (ne parlerΓ² brevemente alla fine del post) c'erano opportunitΓ  per gli ominini di percorrere una rotta settentrionale attraverso le montagne Alborz e Kopet Dagh e il deserto Dasht-I Kavir a causa della presenza di fonti di acqua dolce;
-Viene riconosciuta una nuova rotta meridionale lungo i monti Zagros e che si estende verso est verso il Pakistan e l'Afghanistan;
-E' stata "rinvenuta" una potenziale rotta settentrionale durante il MIS 3, che avrebbe consentito lo spostamento/movimento di ominini e di altre specie nel sud-ovest asiatico;
-Tra i periodi umidi, queste interconnessioni sarebbero diminuite, isolando le popolazioni dei monti Zagros e Alborz, dove gli ominini potrebbero aver continuato ad avere accesso all'acqua;
-Pare non ci siano state rotte 'costiere' nella regione meridionale, ma nel MIS 5 viene riconosciuta una rotta nell'entroterra meridionale che si sviluppa dalle pianure del Tigri, e si espande attraverso l'Iran nord-occidentale.
Con MIS si indica il cosiddetto "stadio isotopico marino" dell'ossigeno. Senza entrare troppo nei dettagli, si misurano le concentrazioni degli isotopi 16 e 18 dell'ossigeno, e in base al rapporto tra questi isotopi, che possono essere rinvenuti nei sedimenti o nei fossili, si riesce a capire se parliamo di periodi caldi o freddi. I MIS 'dispari, come 3 (57.000 anni fa circa) o 5 (130.000 e 80.000 anni fa circa), indicano periodi relativamente caldi (interglaciali).

Fonte 1 (clicca qui) e Fonte 2 (clicca qui)



Alcuni frammenti di crani rinvenuti in Ucraina rivelano che i primi 𝙃𝙀𝙒𝙀 𝙨𝙖π™₯π™žπ™šπ™£π™¨ 'moderni' arrivarono da Oriente

Questa Γ¨ una ricerca recente e molto interessante perchΓ© chiarisce alcuni aspetti sulla migrazione della nostra specie, come del resto hanno fatto altri studi recentemente. I due frammenti cranici sono datati 37.000-36.000 anni circa attestando che i nostri antenati arrivarono da Oriente per espandersi fino ad Ovest e, come rivelano i dati genomici, questi individui a cui appartengono i frammenti cranici si incrociarono con gli "ultimi" Neanderthal e con i "primissimi" 𝙃𝙀𝙒𝙀 𝙨𝙖π™₯π™žπ™šπ™£π™¨ che arrivarono in Europa circa 45.000 anni fa (ritenuti estinti per via di una crisi climatica). Assieme a questi frammenti cranici sono stati rinvenuti strumenti litici e in avorio (derivanti da zanne di Mammut) nel 2009 in un sito della Crimea conosciuto come Buran Kaya III che hanno aiutato i ricercatori a ricostruire questo antichissimo flusso migratorio, anche e soprattutto grazie allo studio dei genomi antichi.
Entriamo un pochino nel dettaglio
Questo studio ha permesso di capire cosa accadde tra i 40.000 e i 12.000 anni fa, con questi crani che rappresentano i piΓΉ antichi e stabili insediamenti europei ad aver lasciato tracce nei genomi degli attuali europei. Circa 39.000 anni fa, anche grazie all'eruzione della caldera Campi Flegrei, vicino Napoli, assistiamo ad una crisi climatico-ambientale che mise in ginocchio la fauna locale, portando all'estinzione molti gruppi come i primi Sapiens europei, arrivati circa 45.000 anni fa in Europa e discendenti da 𝙃. 𝙨𝙖π™₯π™žπ™šπ™£π™¨ africani che lasciarono l'Africa circa 60.000 anni fa, e gli ultimi Neanderthal ancora presenti nel sud Italia.
Dal punto di vista archeologico, assistiamo alla transizione tra il Paleolitico medio (250.000-30.000 anni fa circa) e il Paleolitico superiore (50-40.000 - 10.000 anni fa circa), con l'industria neanderthaliana (il cosiddetto "Modo 3" o cultura Musteriana) sostituita da quella dei primi 𝙃. 𝙨𝙖π™₯π™žπ™šπ™£π™¨ europei. I resti di quest'ultimi sono decisamente rari e sono stati rinvenuti solo in Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca, ma i genomi rinvenuti hanno permesso di svolgere studi abbastanza approfonditi su queste popolazioni, per esempio sappiamo che non esistono tracce genomiche di queste popolazioni negli attuali europei.
Dai due frammenti di cranio del sito Buran Kaya III sono stati estratti frammenti di DNA antico, che è stato confrontato con le 740.000 variazioni genetiche condivise con i genomi di altri individui antichi, e ciò che ne consegue è che i crani si passano circa 700 anni, ma entrambi appartenenti alla seconda ondata di insediamenti da parte del Sapiens avvenuta dopo la crisi ecologica. Entrambi gli individui discendono da lontani incroci con i Neanderthal, ma anche con individui della prima ondata di insediamenti, creduti estinti circa 40.000 anni fa (Zlatý Kůň, antico 45.000 anni, è il rappresentate di questa "prima" popolazione). Ciò fa luce su un aspetto importante di queste prime popolazioni, cioé non si estinsero (almeno non completamente) a causa della crisi climatica in quanto alcuni individui sono sopravvissuti e si sono accoppiati con altri appartenenti alla seconda ondata.
Dopo la crisi, e dopo questi primi incroci, i genomi di Buran Kaya III hanno rivelato anche un legame genetico con popolazioni caucasiche contemporanee e molto successive, e ciò è testimoniato anche dalle somiglianze archeologiche dovute agli strumenti litici rinvenuti nel Caucaso meridionale. In parole povere, il flusso migratorio partì dal Medio Oriente, per passare poi dal Caucaso fino ad arrivare nell'attuale Ucraina.
Sembra essere finita qui, vero? Beh, non proprio in quanto sembrano esserci dei collegamenti con alcuni fossili rinvenuti in giro per l'Europa. Infatti, sembra esserci un legame genetico con antichi individui che vissero nella Francia sudoccidentale (Fournol, 31.000 anni circa), in Spagna (SerinyΓ , 29.000 anni circa) e, in misura minore, anche in Austria (Krems-Wachtberg 32.500 anni circa) e in Repubblica Ceca (DolnΓ­ VΔ›stonice, 33.000 anni circa). Quindi, a livello genetico e genomico, questi individui erano molto vicini a quelli di Buran Kaya III e facevano parte delle popolazioni associate al Gravettiano (classico) quello a cui associamo le cosiddette "Veneri gravettiane" rinvenute in Francia, Austra, Germania e Repubblica Ceca. CiΓ² che ne consegue Γ¨ che la popolazione di Buran Kaya III fosse giΓ  in grado di produrre strumenti e reperti simili a quelli gravettiani in senso stretto, ma in generale la genetica indica che gli individui di Buran Kaya III erano gli antenati degli europei occidentali, produttori della cultura gravettiana e delle famose "Veneri".

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