lunedì 4 dicembre 2023

Etologia Umana

 Gli scimpanzé utilizzano tattiche militari, simili a quelle umane per evitare o incitare potenziali conflitti

Nella situazione attuale, con regioni del Medio Oriente e dell'Europa colpite dalla guerra, una ricerca del genere può in parte, secondo me, o "giustificare" fatti del genere, ahimé, o insegnarci qualcosa sulla nostra storia evolutiva. Spero più sulla seconda opzione. Non è una novità che certi gruppi di primati, come gli scimpanzé, siano caratterizzati da episodi "rabbiosi" e violenti, legati alla conquista del territorio e delle risorse disponibili. Come, del resto, accade continuamente nel mondo animale. La particolarità è che, secondo questa ricerca, esistono 2 comunità di 𝙋𝙖𝙣 𝙩𝙧𝙤𝙜𝙡𝙤𝙙𝙮𝙩𝙚𝙨 𝙫𝙚𝙧𝙪𝙨 (scimpanzé occidentale) che si sorvegliano a vicenda, con lo scopo di studiare la fazione nemica per evitare (o incitare) potenziali conflitti.
Questi scimpanzé svolgono delle vere e proprie ricognizioni utilizzate, tempo or sono, da antiche popolazioni umane con lo scopo di raccogliere informazioni per decidere se e quando entrare in azione. Ciò in primis mette in evidenza la grande intelligenza di questi animali in quanto, gli individui, acquisiscono informazioni e conoscenze tali da prendere provvedimenti in base alla necessità, o comunque dopo un'attenta valutazione. Sono animali capaci di riflettere sulla propria conoscenza, e di agire su ciò che non si conosce per ottenere maggiori informazioni.
La prima particolare caratteristica che ha permesso di elaborare l'ipotesi "militare" è l'uso di terreni elevati, come le colline. Gli scimpanzé vivono in comunità, competono per le risorse e per il territorio, e sono molti i casi nei quali si registrano uccisioni occasionali (derivate da aggressioni coordinate). Questo continuo "osservarsi a vicenda" fa capire che queste popolazioni vivono un periodo di guerra continuo e costante, che culmina solo in certi punti quando le popolazioni si incontrano.
Gli scimpanzé sono stati seguiti per quasi 12 ore al giorno tra il 2013 e il 2016, e i dati hanno mostrato la propensione di questi primati nello scalare alture, o comunque colline, verso i confini del loro territorio e non al centro. Su queste alture non svolgono attività "rumorose" ma tranquille, dedicandosi all'ascolto di tutto ciò che accade nei dintorni.
Vediamo brevemente quali sono i fattori che entrano in gioco:
-gli scimpanzé coinvolti hanno, in genere, più probabilità di avanzare da un'altura ad un'altra, da un territorio ad un altro, solo quando i rivali non sono presenti;
-le colline sembrano essere usate per evitare i conflitti, oppure per trovare un'opportunità d'attacco a seconda del terreno;
- quando i membri si incontrano, entra in gioco l'equilibrio del potere. In parole povere, gli scimpanzé sono in grado di valutare i costi (e i benefici) derivanti da uno scontro, e le colline sembrano aiutare tanto in questa valutazione;
E' comunque ancora presto per capire se sia un comportamento diffuso anche in altri scimpanzé o in altri primati, e se questa pratica sia così antica da essere stata ereditata dai lignaggi dello scimpanzé e da quello umano dall'antenato comune che visse 8-7 milioni di anni fa circa. Quello che affermano i ricercatori, però, è che questa pratica potrebbe aver "facilitato" nel corso del tempo i primati, anche nella preistoria soprattutto nelle popolazioni di cacciatori-raccoglitori, nell'espansione del proprio areale.

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