lunedรฌ 4 dicembre 2023

Il genere ๐™ƒ๐™ค๐™ข๐™ค

 La gola di Olduva ci ha restituito in questi anni un gran numero di fossili "umani" e di materiale paletnologico, ed รจ proprio qui che si aggiunge un altro tassello che potrebbe avere in futuro un risvolto interessante: i primi umani potrebbero aver vissuto nei pressi di sorgenti idrotermali, ed utilizzato le stesse per "cuocere" il cibo.

Non dovrebbe essere sconvolgente di per sรฉ una notizia del genere perchรฉ ci sono molti primati che vivono nei pressi di sorgenti termali, come accade in Giappone con i macachi locali (Macaca fuscata) che, letteralmente, si tuffano in queste sorgenti con lo scopo di riscaldarsi e ripararsi dalle temperature invernali locali.  

Qui la situazione รจ leggermente diversa perchรฉ ci troviamo in Africa e le sorgenti termali avrebbero potuto giocare un ruolo leggermente diverso: in primis avrebbero potuto offrire una sorta di riparo nei pressi di una fonte d'acqua, ed in secondo luogo avrebbero potuto offrire la possibilitร  di cuocere i cibi, ben prima che il fuoco incominciasse ad essere "addomesticato".

Il primo indizio lo fornisce uno studio microbico su sedimenti antichi circa 1,7-1,8 milioni di anni fa ed alcuni di questi erano un po' piรน scuri di altri indicando, come accade anche in sedimenti recenti, un cambiamento ambientale avvenuto in quell'arco temporale. Tracce fossili di lipidi di piante e microbi indicano la presenza di un ambiente "a mosaico" ricco di biodiversitร , di sorgenti idriche e di risorse vegetali, il tutto dovuto probabilmente ad una graduale aridificazione che ha comportato un passaggio da un clima piรน umido e popolato di alberi ad un terreno piรน secco ed erboso (savana). 

Sono stati rinvenute tracce di lipidi prodotti da un batterio moderno conosciuto come Thermocrinis ruber, ed รจ quello che piรน ha incuriosito i ricercatori perchรฉ si tratta di un batterio ipertermofilo che prospera solo in acque molto calde, come quelle che si trovano nei canali di deflusso delle sorgenti termali bollenti. Ma, a livello geologico, sarebbe stata possibile la presenza di una simile sorgente? E' una regione tettonica molto attiva da cui si sono generati tanti vulcani nel corso del tempo, quindi attivitร  legate al cosiddetto "vulcanesimo secondario" quali le sorgenti termali, non sarebbe stato assolutamente cosรฌ anomalo.

La presenza anche di reperti paletnologici nei pressi di queste possibili sorgenti portano i ricercatori a pensare che questi antichi umani abbiano potuto utilizzare queste sorgenti anche per cuocere (o bollire, in questo caso) la carne o altri alimenti. Di certo non possiamo dire se fosse una pratica comune, o se abbiano mai fatto una cosa del genere, anche perchรฉ avrebbero potuto tranquillamente raccogliere i resti caduti in queste sorgenti senza bisogno di fare nulla, ma per ricerche future basterร  tenere in considerazione i dati raccolti (come la presenza di certi lipidi) per capire se gli umani sfruttassero maggiormente condizioni ambientali simili, o se si tratta di "una tantum" relativa solo alla Gola di Olduvai. 


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Umani e iene (giganti), probabilmente, erano in competizione per le carcasse. In questo interessante studio, emerge che circa 1 milione di anni fa esisteva, potenzialmente, una competizione per il dominio delle carcasse tra gli esseri umani e altri grandi predatori, come le iene giganti. La caccia 'attiva', con strumenti complessi, ancora non caratterizzava le vite di questi antichi umani e, come suggeriscono i ricercatori di questo studio, un cacciatore di successo nel regno animale รจ anche uno spazzino.

Questa pratica non era sconosciuta agli antichi umani in quanto sarebbero sopravvissuti, in parte, nutrendosi anche di carcasse abbandonate da grandi felidi, o comunque da grandi predatori. "L'unione fa la forza", e in questo contesto ci azzecca benissimo proprio perchรฉ, per avere qualche chance questi antichi umani, dovevano unirsi in gruppo per proteggere e difendere il loro "bottino", anche e soprattutto dalle iene giganti (๐™‹๐™–๐™˜๐™๐™ฎ๐™˜๐™ง๐™ค๐™˜๐™ช๐™ฉ๐™– ๐™—๐™ง๐™š๐™ซ๐™ž๐™ง๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™ž๐™จ). Le iene, come ben sappiamo, sono ottime cacciatrici ma non disdegnano ogni tanto un pasto "facile".
Sono state svolte una miriade di simulazioni al computer, con lo scopo di capire se lo scavenging (di routine) fosse una strategia di successo tra questi antichi esseri umani. In primo luogo, i ricercatori cercano di far capire che anche questa pratica รจ a tutti gli effetti una pratica tipica dei predatori, molto diffusa nel regno animale. Esiste questa sorta di diatriba anche per quanto riguarda le abitudini del predatore per eccellenza, almeno nella cultura popolare, ossia di ๐™๐™ฎ๐™ง๐™–๐™ฃ๐™ฃ๐™ค๐™จ๐™–๐™ช๐™ง๐™ช๐™จ ๐™ง๐™š๐™ญ. Infatti, per alcuni รจ impensabile che un bestione con uno dei morsi piรน potenti nel regno animale, possa nutrirsi di carcasse.
Quindi, prima di continuare con il testo, vi pongo questa domanda: รจ meglio nutrirsi "facilmente" senza sprecare troppe energie, oppure spenderne molte per cacciare (con la consapevolezza che non tutti i colpi andranno a segno)?
Comunque, nutrirsi di carogne รจ una sorta di "flessibilitร  comportamentale" che ha caratterizzato anche la storia degli ominini. Sono stati considerati per questo studio predatori al top della catena alimentare, come "le tigri dai denti a sciabola" (๐™ˆ๐™š๐™œ๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ง๐™š๐™ค๐™ฃ in questo caso) che solevano nutrirsi di antilopi, rinoceronti lanosti, o comunque pasti nutrienti.
La domanda รจ: gli ominini sono stati in grado di trarre vantaggio da azioni del genere?
Avrebbero potuto superare altri animali spazzini come la iena gigante?
Ritorniamo alla simulazione. Sono stati costruiti dei modelli che hanno simulato le condizioni ecologiche e le varie competizioni tra varie specie durante il Pleistocene Superiore nella Penisola Iberica Settentrionale (tra Portogallo e Spagna, per intenderci). E' stata stimata in primis la quantitร  di carne e grasso lasciata sulle carcasse dai grandi felidi, come ๐™ˆ๐™š๐™œ๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ง๐™š๐™ค๐™ฃ. I ricercatori hanno provato ad ipotizzare che, se questo genere di animali avesse cacciato una preda a settimana, avrebbe consumato solo 1/3 dell'energia disponibile per via dei suoi denti conici, lasciando il resto a spazzini opportunisti.
Bene, abbiamo un po' di carne disponibile, e da qui in poi sono stati inseriti ominini e iene giganti nella simulazione, stimando sia i costi energetici che il possibile dispendio di energia dovuto alla caccia attiva, tenendo conto del numero delle popolazioni di prede e predatori che hanno determinato il numero di carcasse disponibili.
In generale, quando erano presenti pochi felidi dai denti a sciabola, gli ominini non riuscivano spesso a procurarsi abbastanza carcasse per sopravvivere (magari integrando con la caccia "attiva") mentre, per quanto riguarda le iene giganti, sopravvivevano solo pochi individui.
Siamo abituati ad associare la caccia ad utensili complessi, ma con la simulazione si vuole dimostrare che questa pratica sia comparsa prima, accompagnata da altre pratiche integrative (come lo scavenging). I ricercatori sostengono che hanno solo cercato di dimostrare che gli umani avrebbero potuto svolgere questa pratica in determinate condizioni, non che fosse la normalitร . Il fattore piรน importante, in aiuto di questa pratica (e viceversa) รจ la socialitร , infatti gli esseri umani avrebbero potuto prendere il sopravvento sulle iene solo quando organizzati in grandi gruppi, cosรฌ da respingere i concorrenti.
Vediamo brevemente i risultati:
-รจ stato stabilito che un grupo composto da almeno 5 individui, avrebbero potuto scacciare le iene giganti (in genere solitarie);
-un gruppo minore di 5 individui, le popolazioni di iene prendevano il sopravvento;
-se il numero di predatori era elevato, la disponibilitร  di carcasse era maggiore e quindi gruppi umani composti da meno di 5 individui erano comunque in grado di nutrirsi di carcasse;
-quando gli ominini si unirono in gruppi composti da piรน di 5 individui (fino a 13), le popolazioni di iene diminuirono (con la sopravvivenza, comunque, delle stesse). Con un numero maggiore di 13, le simulazioni suggeriscono che la disponibilitร  di carne diminuiva, ed un gruppo cosรฌ corposo era capace di prevalere, in modo assoluto, sulle popolazioni delle iene (quindi, essere un gruppo cosรฌ numeroso, comportava certi vantaggi non di poco conto).
Insomma, la cooperazione in questi casi avrebbe potuto svolgere un ruolo fondamentale per la "caccia alle carogne", ma qui i ricercatori mettono in evidenza come questa pratica sia complessa quanto la caccia attiva. La cooperazione era necessaria per scacciare la iena gigante e, allo stesso tempo, lo scavengign, avrebbe promosso (in parte) l'organizzazione sociale. Infatti, se ๐™ƒ๐™ค๐™ข๐™ค๐™ฉ๐™๐™š๐™ง๐™ž๐™ช๐™ข (utilizzato nelle simulazioni) se non fosse stato un animale solitario, come suggeriscono alcuni scienziati, i gruppi di questi grandi predatori avrebbero potuto lasciare poca carne sulle ossa per gli spazzini. Del resto, รจ ciรฒ che accade anche alle iene moderne: lo scavenging รจ un fenomeno parallelo alla caccia, e questi animali utilizzano la tecnica piรน efficace in base alla situazione.
Cosรฌ anche ๐™ƒ๐™ค๐™ข๐™ค ๐™š๐™ง๐™š๐™˜๐™ฉ๐™ช๐™จ erano opportunisti, cacciatori e onnivori. Quindi, erano in grado di cacciare ma anche di organizzarsi in gruppo per "conquistare" una carcassa, e questo fino a quando gli umani in generale non sono stati in grado di "potenziare" sia l'arsenale in loro possesso, di affinare tecniche di caccia, di raccogliere verdure o di "sfornare" qualche prodotto a base di vegetali. Insomma, bisogna abbandonare l'idea che l'attivitร  di spazzino sia una pratica poco complessa in quanto avrebbe potuto richiedere comportamenti, comunicazioni piuttosto complesse e sofisticate capacitร  cognitive non di poco conto. Insomma, รจ meglio che qualcuno "uccida per te" che correre rischi durante la caccia.

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