lunedì 4 dicembre 2023

Pterosauria

 Un interessante fossile di pterosauro sequestrato dalla polizia brasiliana era più abile nel camminare che nel volare

Questo interessantissimo e completo pterosauro è stato rinvenuto in Brasile alcuni anni fa e, successivamente, è stato salvato da un contrabbando di fossili, infatti quasi 3.000 reperti sequestrati sono stati, poi, affidati all’Università di San Paolo.
Era alto circa 1,2 metri e possedeva una grande cresta sulla testa, che forse ha risolto un annoso problema sulla probabile funzione di questa struttura. Possedeva, inoltre, mascelle e mandibole che ricordano il becco di un uccello.
Proviene dalla Formazione Crato, che conosco "bene" in quanto da lì proviene il pesce fossile che ho studiato per la tesi triennale, quindi parliamo di un rettile alato che visse nel Cretacico Inferiore (110 milioni di anni fa circa). Si tratta del primo scheletro quasi completo di 𝙏𝙪𝙥𝙖𝙣𝙙𝙖𝙘𝙩𝙮𝙡𝙪𝙨 𝙣𝙖𝙫𝙞𝙜𝙖𝙣𝙨, ed è così completo da presentare anche tessuti molli, ali, zampe e ossa del collo. I sedimenti del sito in questione, un Lagerstätte, hanno permesso la fossilizzazione eccezionale di questo animale in quanto, in tempi relativamente breve, gli organismi di queste zone sono stati ricoperti da fango che ha permesso la loro preservazione grazie alla scarsa presenza di ossigeno, che ha limitato di molto la decomposizione.
Questa specie venne descritta per la prima volta nel 2003 e, dalle prime analisi, sembrava che questa enorme cresta giocasse un ruolo fondamentale nel volo, come testimoniato dalle 27 specie (su oltre 110) di pterosauro che provengono da questa regione, tutte caratterizzate da creste molto appariscenti. Questa specie presenta, quindi, un processo osseo sopra-premascellare verticale e una cresta parietale corta e arrotondata. Quella grossa corrispondeva a circa i tre quarti del cranio, ed è davvero enorme se proporzionato alle dimensioni di quest'adulto.
Precedentemente, si pensava che la cresta fungesse da "vela da windsurf", un elemento di propulsione che aiutava l'animale nel volo. Questa condizione sarebbe stata plausibile con un collo relativamente corto e con la presenza di tendini capaci di bloccare le vertebre. Grazie alla tecnica della Tomografia Computerizzata (una TAC, per intenderci), si è scoperto che 𝙏. 𝙣𝙖𝙫𝙞𝙜𝙖𝙣𝙨 presentava invece zampe e un collo relativamente lunghi, con annesse ali relativamente corte. Ciò suggerisce che non fosse abile nel volo, o almeno solo per brevi distanze, mentre con molta probabilità si trattò di una specie terricola e camminatrice. La cresta, invece, svolgeva un ruolo simile a quello della coda di un pavone, come richiamo sessuale.
Un'altra specie, 𝙏𝙪𝙥𝙖𝙣𝙙𝙖𝙘𝙩𝙮𝙡𝙪𝙨 𝙞𝙢𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧, contemporanea di 𝙏. 𝙣𝙖𝙫𝙞𝙜𝙖𝙣𝙨, presenta un cranio simile a quest'ultima, tanto da considerare i due resti di organismi come appartenenti alla stessa specie. Che ci sia anche il dimorfismo sessuale di mezzo? Al momento non lo sappiamo, ma quello che è certo è che questa specie è straordinaria sotto ogni punto di vista. Per esempio, la ranfoteca presenta uno spazio tra premascellare e dentale, ed impedisce in parte l'occlusione di questa specie. Potrebbe essere correlato a una particolare strategia di alimentazione, come la dieta a base di piante. Analogamente a quella degli uccelli, questa struttura è stata associata all'accumulo di energia e all'assorbimento dei carichi trasmessi all'osso durante il morso, il che potrebbe essere correlato alla mancanza di denti. Inoltre, 𝙏. 𝙣𝙖𝙫𝙞𝙜𝙖𝙣𝙨, avrebbe potuto presentare una ranfoteca simile ad una struttura a forma di uncino utilizzata per catturare o manipolare piccoli alimenti.

Fonte foto: Victor Beccari. Per la fonte, clicca qui



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